“ALICE OLTRE LO SPECCHIO 2.0”

L’idea di una mostra itinerante ispirata ad “Alice nel Paese delle Meraviglie” e incentrata sulla tematica della violenza di genere è molto interessante e attuale

Premesso che l’interpretazione di “Alice nel Paese delle Meraviglie” attraverso la lente della violenza di genere è una lettura moderna e non intenzionale da parte dell’autore.

Questa mostra è una proposta per un progetto artistico che, mira a utilizzare l’immaginario di Carroll come punto di partenza per una riflessione critica e costruttiva su tematiche attuali attraverso la rivisitazione di “Alice nel Paese delle Meraviglie”, affrontando il tema della violenza di genere in modo critico e creativo.

Nel racconto di Lewis Carroll, Alice si trova costantemente in situazioni in cui è manipolata da personaggi come il Cappellaio Matto, la Regina di Cuori e il Bruco. Tali personaggi spesso cercano di imporre il loro potere su di lei, controllandola e influenzando le sue azioni.

Tutto ciò può essere paragonato alla violenza di genere, in cui le donne sono spesso soggette a forme di controllo e manipolazione da parte dei loro partner o di figure di autorità. Spesso si può trasformare in violenza fisica, verbale o emotiva con gravi ripercussioni sulla vita delle donne.

Attraverso questo parallelo, si può sottolineare l’importanza di riconoscere e combattere la violenza di genere, promuovendo l’uguaglianza e il rispetto tra i sessi. Inoltre, si può evidenziare come i temi presenti in opere di fantasia come Alice nel Paese delle Meraviglie possano essere utilizzati per riflettere sulla realtà e sensibilizzare su questioni importanti come questi.

Il titolo

Alice oltre lo specchio 2.0

suggerisce una ricerca più profonda e simbolica del mondo di Alice, un viaggio oltre le apparenze per svelare le dinamiche di potere e le disuguaglianze che si nascondono dietro le storie che conosciamo.

La mostra propone un’interpretazione contemporanea e originale del celebre racconto di Lewis Carroll, utilizzando l’immaginario fantastico come metafora per affrontare il tema delicato della violenza di genere. Venti artisti sono invitati a realizzare opere (quadri 50×50 cm) che riprendano episodi chiave della storia di Alice, declinandoli in chiave simbolica e collegandoli alle diverse sfaccettature della violenza di genere.